Sferico

Lo Sferismo

Lo Sferismo è la corrente artistica concepita da Sferico.

Se il Cubismo sezionava e scomponeva l’oggetto ritraendolo dalle diverse angolature, lo Sferismo fa confluire tutte le caratteristiche di un dato oggetto e lo rimodella in una “visione unitaria”, vale a dire in una forma a tutto tondo. In altre parole se nel Cubismo il movimento era esterno all’oggetto raffigurato, nello Sferismo il movimento è intrinseco all’oggetto. La messa in discussione dei rapporti tra artista e società avvenuta lungo il XX sec. con le avanguardie in specie Dadaismo, Futurismo e Surrealismo hanno dapprima divincolato l’arte dal pericoloso retaggio iconoclastico, ma dopo la seconda guerra mondiale quasi la totalità degli artisti hanno abbandonato la via della ricerca a favore di un’arte “passiva” (Richter riporta frammenti di fumetti, Warhol “serigrafa” fotografie di Marylin, Jeff Koons vende la pubblicità della Campari) fino ad arrivare al concettuale dove il fare artistico è obsoleto. L’artista è stato travolto dall’era industriale, venutosi a cancellare il confine tra realtà e opera ideale, dettata dal intrinseco sogno dell’uomo, l’artista ha presentato la realtà così com’è con il ready made. Se l’arte si è parcellizzata a settori (materico, concettuale, astratto…) con la conseguente crisi del linguaggio, Sferico propone la “parola pittorica e scultorea”, dove il fare artistico è indagine sul esistere di contro al “dato di fatto” odierno, quindi ricerca e non cronaca. Nello Sferismo si raggiunge sintesi tra storia e contemporaneità, tra ideale e contingente, arrivando alla forma archetipa nella quale si incarna la volontà di ogni uomo nella sua carica motivazionale.